jean-luc ponty, mirage
06 gennaio 2009
lucio dalla, l'anno che verrà
30 dicembre 2008
tag: l'anno che verrà, lucio dalla, musica, you tube
irène némirovsky, suite francese
27 dicembre 2008
cipressino, natale
14 dicembre 2008
oroscopo, settanta
11 dicembre 2008
oroscopo, sessantanove
09 dicembre 2008
stasera avrei avuto tante cose da dire a qualcuno che volesse ascoltarle. ma ho preferito rinunciare a chiamare. c’era la luna tra le nuvole. crescente credo e allora mi sono tenuto dentro le solite parole che sono solo una scusa per riempire il vuoto che a volte mi prende.
se anche tu hai voglia di parlare con qualcuno… trova le parole per dirlo osservando la natura che ti sta intorno. se poi non troverai nessuno a cui dire… per male che vada avrei fatto piazza pulita di molte inutili paure e vuoti a perdere.
oroscopo, sessantotto
08 dicembre 2008
stasera in una piazza della mia città, vicino al posto più frequentato dalla “bella gente”, un gruppo di filippini, uomini e donne e bambini, festeggiavano non so bene cosa. forse solo il fatto di ritrovarsi e parlare finalmente la lingua che conoscono. era per quello che sembrava una festa. infreddoliti giocavano i bambini mentre gli adulti con un piatto di plastica mangiavano qualcosa che non sono riuscito a capire cosa fosse.
l’invito per questa settimana per voi è quello di ritrovare la lingua “perduta” che non sapete più parlare. ma se solo voleste potreste tornare ad usare.
oroscopo, sessantasette
07 dicembre 2008
un amico con un contratto a termine, che scade il 31 12, mi racconta le sue preoccupazioni. è facile per voi… la filosofia della pancia piena mi ha rotto le scatole, mi dice. ma io vedo nella condizione dei contrattisti a termine un che di positivo. nonostante tutto. perchè è proprio quando non si ha niente da perdere (se non le catene) che vengono fuori le cose migliori. lui mi dice che non siamo mica in america, dove forse magari il merito conta qualcosa; che da noi è diverso.
ha ragione. senz’altro… ma…
se ti senti a scadenza in fin dei conti è una buona cosa… è il momento giusto per mettersi pancia a terra e fare qualcosa per la quale valga la pena di esserci. nel posto dove siamo
oroscopo, sessantasei
01 dicembre 2008
l’ha aspettato tutto il giorno, mi dice franca. l’ha aspettato tutto il giorno e poi non si è fatto vivo. ma insomma di che ti lamenti hai sempre qualcuno o qualcosa da aspettare… perché lamentarsi. pensa anche solo un istante a chi non ha niente da aspettare se non che arrivi il nuovo giorno.
se anche tu aspetti qualcosa o qualcuno mettiti l’anima in pace anche se non arriverà stai sempre aspettando qualcuno o qualcosa. dovresti sentirti un privilegiato in un certo senso. e poi questa è la settimana giusta per vedersi arrivare qualcosa di nuovo o atteso. forse proprio quello che attendevi…
murakami haruki, after dark
30 novembre 2008
oroscopo, sessantacinque
29 novembre 2008
bisogna cambiare. ogni tanto bisogna cambiare. marika, un’amica che abita da anni dalle nostre parti, ha deciso che questo è il suo credo. ha cambiato città, marito, amici; insomma ha cambiato molte cose che non andavano.
se anche tu non sei soddifatto/a di come vanno le cose, questa è la settimana dei cambiamenti. che cosa? mi chiedi che cosa cambiera? ma se non lo sai tu cosa vuoi che cambi come pensi che possa saperlo io.
oroscopo, trentaquattro
24 novembre 2008
un amico di pisa mi ha raccontato proprio questo pomeriggio quanto lo addolora dover ricorrere con una certa frequenza a quelle che lui chiama sceneggiate, che servono, a suo dire, a rivedicare diritti altrimenti dimenticati o ad educare le persone care a cui tiene. io gli ho detto che secondo me fa certe sceneggiate anche perchè ha aspettative troppo alte dalla vita e si aspetta quindi sempre troppo dalle persone e dalle situazioni. ma lui mi ha risposto che le sue sceneggiate servono a crescere e il suo obiettivo non è stare simpatico, ma provare ad incidere, per poco che sia, su come girano le cose.
è vero… se vogliamo provare a cambiarlo un po’ questo mondo, niente di trascendentale bene inteso, bisogna provarci, non è forse per questo che siamo qui. se anche per te il modo è quello delle sceneggiate che lasciano il segno, non provare vergogna. fallo. se invece hai altri metodi applica quelli. l’importante è l’obiettivo non lo strumento che si utilizza. forza che aspetti.
paul aragon, le cornici
21 novembre 2008
è una cornice con sabbia e sassi di mare
con il profumo di elicrisio pioggia d’agosto
e qualche verso strappato dai libri di notte
che la mattina per ore ti segue ancora
è di un legno dolce di ciliegio che si vede appena
sotto le scorie delle parole da dire
degli appuntamenti mancati e di quelli riusciti
dei vetri ghiacciati e delle finestre aperte per osservare la luna
ma c’è dell’altro ancora sopra quel pezzo antico
archiviato in qualche posto vicino al respiro
ci sono le volte che ci sei stato e quelle
che non c’eri quando avresti voluto
una foglia gialla di biloba e una goccia del vino
dell’osteria del poeta con il gatto che ai tavoli chiede qualcosa
mentre sul ponte vicino non c’è il ragazzo con la canna curva
ha pescato tutto quello che c’era e non è rimasto più nulla
paul aragon, compleanno
giovedì è il compleanno
senza la forza di dire con un soffio
che non riesco a trattenerlo al suo posto anche solo parlando
e figurati allora assaporando l’odore
tra pochi giorni soltanto… cioè giovedì
ma che non riesci cosa? mi chiederebbe se solo fosse fosse qui
spero di esserci senza chiedere niente
solo un uccello che vola leggero
incontro alla luna piena
che sta sfiorendo
dante alighieri, vita nuova [sonetto VI]
Tutti li miei penser parlan d’amore;
e hanno in loro sí gran varietate,
ch’ altro mi fa voler sua potestate,
altro folle ragiona il suo valore,
altro sperando m’apporta dolzore,
altro pianger mi fa spesse fïate;
e sol s’accordano in cherer pietate,
tremando di paura ch’ è nel core.
Ond’ io non so da qual matera prenda;
e vorrei dire, e non so ch’ i’ mi dica:
cosí mi trovo in amorosa erranza!
E se con tutti voi’ fare accordanza,
convenemi chiamar la mia nemica,
madonna la pietà, che mi difenda.
