jean-luc ponty, mirage

06 gennaio 2009

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lucio dalla, l'anno che verrà

30 dicembre 2008

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irène némirovsky, suite francese

27 dicembre 2008


Mio Dio, cosa mi combina questo paese? Dal momento che mi respinge, osserviamolo freddamente, guardiamolo mentre perde l’onore e la vita. E gli altri, come considerarli? Gli imperi muoiono. Niente ha importanza. Che le si osservi dal punto di vista mistico o da quello personale, le cose non cambiano - è un tutt’uno. Manteniamo la mente fredda. Tempriamo il nostro cuore. Aspettiamo.

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cipressino, natale

14 dicembre 2008

mia zia quel natale era arrivata con la pelliccia
che non si riusciva a capire cosa ci facessero in venezuela con le pelliccie
aveva portato una macchina che quando incontrava un ostacolo tornava indietro
e poi un dollaro da mettere nel portafoglio che porta fortuna
una donnina strana mia zia che parlava un italiano incerto
che a mio padre non piaceva perchè un giorno non so nemmeno come
aveva lasciato tutto per andare in america
e quei tempi i maschi della casa non le vedevano mica bene quelle cose lì
o forse c’era dell’altro che non ho mai saputo
la livietta aveva fatto i soldi con un ristorante ma mio padre
di andare da quelle parti non ha mai voluto sentirne parlare
ma era lo stesso contento quando tornava
a casa dalle sorelle di solito beveva più del normale
e quando era alla fine del pranzo
succedevano sempre cose strane che finivano male e allora per dei mesi
non si facevano più vedere le mie zie intendo

sotto l’albero quella piccola macchina colorata comprata chissà dove
perchè dalle nostre parti non se ne erano viste di cose simili
faceva il suo effetto insieme alle bottiglie ragalate dai commercianti
dove si serviva mia madre
quell’anno mi avevano regalato delle pantofole rosse
per stare caldo e una sciabola come quella di zorro
che però non mi facevano usare perché era pericolosa per gli occhi
dopo qualche giorno sparì e non ho mai saputo che fine abbia fatto

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oroscopo, settanta

11 dicembre 2008

a volte succede che non trovi le parole giuste, mi dice giovanni, un amico di borgo a mozzano, a volte succede che non trovi niente di meglio da fare che tagliare la corda.

se anche tu stasera hai tagliato la corda, come ho fatto io e come spesso capita a giovanni, vuol dire che era la migliore cosa che potevi fare. non ti rammaricare. pensa a tutti quelli che parlano solo perché hanno la bocca, e non dicono mai niente di speciale.

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oroscopo, sessantanove

09 dicembre 2008

stasera avrei avuto tante cose da dire a qualcuno che volesse ascoltarle. ma ho preferito rinunciare a chiamare. c’era la luna tra le nuvole. crescente credo e allora mi sono tenuto dentro le solite parole che sono solo una scusa per riempire il vuoto che a volte mi prende.
se anche tu hai voglia di parlare con qualcuno… trova le parole per dirlo osservando la natura che ti sta intorno. se poi non troverai nessuno a cui dire… per male che vada avrei fatto piazza pulita di molte inutili paure e vuoti a perdere.

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oroscopo, sessantotto

08 dicembre 2008

stasera in una piazza della mia città, vicino al posto più frequentato dalla “bella gente”, un gruppo di filippini, uomini e donne e bambini, festeggiavano non so bene cosa. forse solo il fatto di ritrovarsi e parlare finalmente la lingua che conoscono. era per quello che sembrava una festa. infreddoliti giocavano i bambini mentre gli adulti con un piatto di plastica mangiavano qualcosa che non sono riuscito a capire cosa fosse.
l’invito per questa settimana per voi è quello di ritrovare la lingua “perduta” che non sapete più parlare. ma se solo voleste potreste tornare ad usare.

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oroscopo, sessantasette

07 dicembre 2008

un amico con un contratto a termine, che scade il 31 12, mi racconta le sue preoccupazioni. è facile per voi… la filosofia della pancia piena mi ha rotto le scatole, mi dice. ma io vedo nella condizione dei contrattisti a termine un che di positivo. nonostante tutto. perchè è proprio quando non si ha niente da perdere (se non le catene) che vengono fuori le cose migliori. lui mi dice che non siamo mica in america, dove forse magari il merito conta qualcosa; che da noi è diverso.
ha ragione. senz’altro… ma…
se ti senti a scadenza in fin dei conti è una buona cosa… è il momento giusto per mettersi pancia a terra e fare qualcosa per la quale valga la pena di esserci. nel posto dove siamo

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oroscopo, sessantasei

01 dicembre 2008

l’ha aspettato tutto il giorno, mi dice franca. l’ha aspettato tutto il giorno e poi non si è fatto vivo. ma insomma di che ti lamenti hai sempre qualcuno o qualcosa da aspettare… perché lamentarsi. pensa anche solo un istante a chi non ha niente da aspettare se non che arrivi il nuovo giorno.
se anche tu aspetti qualcosa o qualcuno mettiti l’anima in pace anche se non arriverà stai sempre aspettando qualcuno o qualcosa. dovresti sentirti un privilegiato in un certo senso. e poi questa è la settimana giusta per vedersi arrivare qualcosa di nuovo o atteso. forse proprio quello che attendevi…

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murakami haruki, after dark

30 novembre 2008

… Poi entra zitta zitta nel letto della sorella. Dopo essersi abituata alla sensazione sotto le coperte, posa il braccio sottile intorno al corpo di Eri che dorme supina. Schiaccia leggermente la guancia contro il suo petto, e resta così. Tende le orecchie pr cogliere ogni singolo battito del suo cuore. E mentre tende le orecchie, gli occhi le si chiudono dolcemente.
Finché da quegli occhi chiusi, del tutto inattesa, sgorga una lacrima. Una grossa lacrima molto naturale. Che le scorre giù per la guancia e cade sul pigiama della sorella, bagnandolo. Poi ne spunta un’altra, scorre lungo la guancia e cade.


[murakami haruki, after dark, einaudi, p. 172]

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oroscopo, sessantacinque

29 novembre 2008

bisogna cambiare. ogni tanto bisogna cambiare. marika, un’amica che abita da anni dalle nostre parti, ha deciso che questo è il suo credo. ha cambiato città, marito, amici; insomma ha cambiato molte cose che non andavano.
se anche tu non sei soddifatto/a di come vanno le cose, questa è la settimana dei cambiamenti. che cosa? mi chiedi che cosa cambiera? ma se non lo sai tu cosa vuoi che cambi come pensi che possa saperlo io.

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oroscopo, trentaquattro

24 novembre 2008

un amico di pisa mi ha raccontato proprio questo pomeriggio quanto lo addolora dover ricorrere con una certa frequenza a quelle che lui chiama sceneggiate, che servono, a suo dire, a rivedicare diritti altrimenti dimenticati o ad educare le persone care a cui tiene. io gli ho detto che secondo me fa certe sceneggiate anche perchè ha aspettative troppo alte dalla vita e si aspetta quindi sempre troppo dalle persone e dalle situazioni. ma lui mi ha risposto che le sue sceneggiate servono a crescere e il suo obiettivo non è stare simpatico, ma provare ad incidere, per poco che sia, su come girano le cose.

è vero… se vogliamo provare a cambiarlo un po’ questo mondo, niente di trascendentale bene inteso, bisogna provarci, non è forse per questo che siamo qui. se anche per te il modo è quello delle sceneggiate che lasciano il segno, non provare vergogna. fallo. se invece hai altri metodi applica quelli. l’importante è l’obiettivo non lo strumento che si utilizza. forza che aspetti.

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paul aragon, le cornici

21 novembre 2008

è una cornice con sabbia e sassi di mare
con il profumo di elicrisio pioggia d’agosto
e qualche verso strappato dai libri di notte
che la mattina per ore ti segue ancora
è di un legno dolce di ciliegio che si vede appena
sotto le scorie delle parole da dire
degli appuntamenti mancati e di quelli riusciti
dei vetri ghiacciati e delle finestre aperte per osservare la luna
ma c’è dell’altro ancora sopra quel pezzo antico
archiviato in qualche posto vicino al respiro
ci sono le volte che ci sei stato e quelle
che non c’eri quando avresti voluto
una foglia gialla di biloba e una goccia del vino
dell’osteria del poeta con il gatto che ai tavoli chiede qualcosa
mentre sul ponte vicino non c’è il ragazzo con la canna curva
ha pescato tutto quello che c’era e non è rimasto più nulla

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paul aragon, compleanno

giovedì è il compleanno
senza la forza di dire con un soffio
che non riesco a trattenerlo al suo posto anche solo parlando
e figurati allora assaporando l’odore

tra pochi giorni soltanto… cioè giovedì
ma che non riesci cosa? mi chiederebbe se solo fosse fosse qui

spero di esserci senza chiedere niente
solo un uccello che vola leggero
incontro alla luna piena
che sta sfiorendo

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dante alighieri, vita nuova [sonetto VI]

Tutti li miei penser parlan d’amore;
e hanno in loro sí gran varietate,
ch’ altro mi fa voler sua potestate,
altro folle ragiona il suo valore,
altro sperando m’apporta dolzore,
altro pianger mi fa spesse fïate;
e sol s’accordano in cherer pietate,
tremando di paura ch’ è nel core.
Ond’ io non so da qual matera prenda;
e vorrei dire, e non so ch’ i’ mi dica:
cosí mi trovo in amorosa erranza!
E se con tutti voi’ fare accordanza,
convenemi chiamar la mia nemica,
madonna la pietà, che mi difenda.

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